"Traccia Luminosa" Di: Simonetta Barbieri (1° Classificata) Sezione Racconto Breve VII Edizione

 



Si siede con un sospiro, sa di essere in anticipo, ma cerca ugualmente il cellulare nella borsa e controlla l’orario, rispondendo a un’abitudine meccanica più che a una necessità.

Sette e quaranta e la sequenza del mattino è rispettata senza sorprese: il 32, diretto verso il centro, replica le sue fermate raccogliendo muti individui già in piedi da tempo. Qualcuno accaldato per avere corso, qualcuno infreddolito, tradito da un sole limpido ma ingeneroso per essere ormai a inizio maggio.

Tutti salgono, nessuno scende, i finestrini stanno iniziando ad appannarsi. Come un paziente pachiderma, l’autobus procede goffo e lento e sembra dilatare all’infinito la capacità di trasportare il suo carico.

Si sente colpevolmente privilegiata, in quell’umido caravanserraglio, a starsene seduta accanto al finestrino. Guardandosi intorno, passa in rassegna quel mare di varia umanità che se ne sta pigiata controvoglia in quella scatola su ruote: facce tristi, facce stanche, qualcuno, tra i più giovani, ha un amico con cui condividere una risata e due chiacchiere, ma, perlopiù, ognuno se ne sta immerso in misteriosi pensieri, proiettato nella solitudine della propria meta da raggiungere.

Le persone sono strette l’una all’altra, i corpi si toccano, le braccia si intrecciano cercando l’appiglio alle sbarre dell’autobus. Pensa che è strana tutta quell’ intimità fisica unita a un’assoluta indifferenza, se non addirittura fastidio, per il proprio vicino.

Continua..............................................

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