"Rimorso" Di: Mauro Tamagni (Menzione Speciale di Merito) VII Edizione Sezione Racconto Breve Racconti inediti in lingua italiana
Luglio 1995 dintorni di Srebrenica.
Mia cara Sanja.
Ti scrivo da quello che resta di un piccolo villaggio della Bosnia. I fogli li ho presi da un quaderno di scuola che ho trovato tra le macerie di una casa rurale dove io e la mia compagnia ci siamo accampati e passeremo la notte. La famiglia che l’abitava è da tempo fuggita a causa della guerra. Chissà che fine hanno fatto.
E’ tardi e ti scrivo al lume di una candela anch’essa trovata tra i resti di quello che doveva essere una cucina.
Alcuni miei compagni dormono, alcuni guardano il cielo stellato di luglio che questa notte ha una calma quasi innaturale. Il nostro tenente si è ubriacato di brandy e adesso russa di un sonno agitato che ogni tanto lo fa blaterare parole senza senso.
Ho bisogno di sfogarmi e mi rivolgo a te mia dolcissima Sanja. In questo momento, non ho altro che te e la nostra piccola Irina a cui rivolgermi per cercare nel fondo della mia anima qualche cosa di buono e pulito.
La guerra, che da quattro anni ci separa, è diventata quanto di più atroce si possa pensare. Purtroppo non c’è limite al peggio, e questo io l’ho toccato con mano.
Non so se questa mia la riceverai e quando, perché quello che devo dirti potrebbe essere utilizzato contro di me e in tempo di guerra certe verità possono costare molto care. Non è la nostalgia che, malgrado pesante, mi ha fatto cercare di mettere su carta questi pensieri per voi. Ho un peso che mi porto dentro da alcuni giorni e che credo non mi abbandonerà più per il resto della vita.
Se solo avessi minimamente pensato che questa guerra mi avrebbe inflitto tali e tante sofferenze, probabilmente invece di arruolarmi sarei fuggito a nascondermi nei luoghi più sperduti della terra.

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