C'era una volta una fanciulla bellissima, ma tanto, tanto povera....
Così cominciavano le storie che si raccontavano ai bambini per tenerli buoni, o prima di dormire,
Oggi sono i fanciulli che raccontano a noi adulti le loro storie incredibili di abusi, di violenze, di abbandono.
E noi ascoltiamo la televisione, leggiamo i giornali, e ci meravigliamo della loro spregiudicatezza, del loro coraggio nel bene e nel male, del loro sentirsi adulti mentre sono ancora dei bambini indifesi.
Annetta era nata in un quartiere di periferia dove nessuno si meravigliava della povertà dell'altro. Lei non faceva più caso ai malumori del padre quando tornava a casa dopo aver cercato inutilmente un lavoro. Non ascoltava più le lagnanze della madre quando non sapeva più come sbarcare il lunario per provvedere all'intera famiglia.
Il suo spazio in casa diventava sempre più piccolo man mano che un nuovo nato si aggiungeva a quel piccolo clan che si aggrappava alla vita fra mille difficoltà e incertezze.
Annetta era frizzante, gioiosa, Aveva il fuoco dentro. Ma aveva anche il torto di essere nata bella, troppo bella.
C'era una volta una fanciulla bellissima, ma tanto, tanto povera. Un giorno si perse nel bosco, e incontrò un orco......
Anche Annetta un giorno incontrò il suo orco mentre andava spensierata nelle vie del suo quartiere. I suoi riccioli neri solleticavano da tempo la mente distorta di quell'uomo. I suoi occhi azzurri lo drogavano. Il suo sorriso era un invito a farsi avanti.
E lui un giorno si presentò a lei, fingendosi amico, quasi parente.
E con mille lusinghe le rubò il sorriso, la sua giovinezza.

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