"Illogicamente" Di: Antonio Tenisci (Menzione Speciale Di Merito) Sezione Racconto Breve VII Edizione
Le chiavi tintinnano nelle mani e il fruscio dell’ascensore che si chiude alle spalle ci spinge davanti alla porta di casa. Una mano gira la chiave nella serratura, l’altra si scalda sotto il cartone della pizza.
I riccioli scuri che ti cadono davanti agli occhi trattengono gocce sciolte di neve, e sorridi impacciata prima di parlarmi, con il viso illuminato da uno sguardo curioso.
— Scusami, Antonio. Che maleducata che sono. Aspetta, che ti aiuto.
— Tranquilla. Entra pure — sospiro con un filo di voce, perché da così vicino sei ancora più bella, e respiro il tuo profumo quando mi sfili davanti.
— Accidenti che casa. Tieni la luce accesa per fare colpo quando vengono a trovarti?
Vedo orme bagnate che conquistano metri.
— Di solito, insieme alla luce, lascio accesa anche la televisione in cucina, perché è triste essere accolti dal silenzio, ma la signora delle pulizie deve averla spenta…
Continui a guardarti intorno a bocca aperta. — Sembra di stare in una casa aristocratica di fine secolo. Non mi aspettavo un appartamento così bello.
— Aspetta. Vieni da questa parte. — Apro la porta scorrevole del corridoio e accendo le luci dell’immenso salone che si svela di fronte, godendomi in silenzio la tua reazione.
— Ma è fantastico! — Togli la giacca senza staccare lo sguardo da quello che hai davanti e la lasci cadere su una sedia. — Antonio, guarda, non volevo venire. Ho accettato l’invito solo perché fuori nevica e non sarei davvero potuta arrivare a casa con questo tempo. Non volevo darti il fastidio di ospitarmi per la notte. — Parli muovendo passi incerti. — Ma qui è bellissimo. Anche se dividiamo da tanto tempo lo stesso ufficio, mi rendo conto che in realtà non ci conosciamo. O Cavolo! Chi poteva immaginare una cosa del genere? Mi piace la tua espressione sbalordita.

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