“Palline In Un'Anfora Greca” Di: Pietro Rainero (Segnalazione Speciale) Sezione Racconto Breve VII Edizione

 


Penso che glielo avreste chiesto anche Voi. L'autografo. 

Come tutta la numerosa folla che quella dolce sera, mentre il sole in lontananza stava per tuffarsi nell'azzurro mare, era assiepata ansiosamente all'entrata del teatro di Taormina. 

Già: chiunque l'avrebbe voluto. Lei, proprio lei stava per fare il suo ingresso sul palco per partecipare al quiz “Capre e cavoli”, che si svolgeva in varie tappe quell'estate nei diversi teatri, dalla Tessaglia alla Sicilia, e che tanto successo stava riscuotendo tra il pubblico. 

Gli spettatori erano entusiasti di quella prova, nella quale i partecipanti si cimentavano in difficili domande o risolvevano complicati indovinelli logici che richiedevano presenza di spirito e ragionamenti fulminei. 

Le domande spaziavano dal come traghettare senza combinar pasticci lupi, capre e cavoli tra le due rive di un fiume alla enunciazione, in preciso ordine cronologico, della serie dei Faraoni egizi, da intricate questioni di morra cinese alla risoluzione di complessi labirinti, e via discorrendo. 

Per il vincitore di ogni puntata era in palio, grazie agli sponsor, un premio di poco meno di centomila dracme. 

E, a cercare la vittoria, quella sera c'era anche lei: Calliope. 

Proprio la Musa della poesia epica, la figlia di Zeus e Mnemosine, la sorella delle varie Erato, Talia, Polimnia, Tersicore, Urania, Clio, Melpomene ed Euterpe. Una famiglia numerosa. 

Lei, la maggiore e la più saggia delle Muse, nonché la più sicura di sé. 

Facendosi largo tra gli astanti, dispensando due autografi di qua e quattro baci di là, pian piano tentava di avvicinarsi al centro del grande teatro, tra gli applausi dei sostenitori. 

Si fermò solo per rispondere, con la consueta cortesia, all'inviato della testata “Cronos” di Micene, che le chiese: 

“I nostri lettori sarebbero curiosi di sapere perché una persona famosa come lei ha sentito la necessità di prender parte a questo.


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