"Il Silenzio Di Sara" Di: Laura Molinelli (Finalista – 4° Class. ex-aequo) Sezione Racconto Breve - VII Edizione
Sara guarda la sua immagine riflessa sullo specchio che mostra una giovane sposa felice, dallo sguardo dolce, in attesa del suo amato sposo.
La giornata era stata meravigliosa, superiore a tutte le attese e i sogni che sin da ragazzina aveva fatto, pensando al giorno in cui si fosse unita in matrimonio con il suo Principe Azzurro.
Si era sentita veramente una Principessa delle favole! Luca, quando le era comparso con il bouquet in mano, le aveva mozzato il fiato per quanto era bello. Sembrava un Dio greco. Sarebbero rimaste sempre nel suo cuore le emozioni provate nel pronunciare le frasi di rito, la musica nuziale, la festa con gli amici e i parenti.
La dolcezza di Luca, i suoi baci delicati come ali di farfalla, l’avevano avviluppata in una coltre di nuvole bianche e spumose in quella limpida giornata di primavera, sparse qua e là nel cielo azzurro e luminoso. A venticinque anni le sembrava di avere il mondo in mano!
Sara si desta e smette di ripensare, sognante, alla giornata appena trascorsa. Toglie l’acconciatura di strass e scioglie i lunghi capelli biondi, passando le dita tra di essi per renderli più soffici. Cade del riso, qualche coriandolo, altri chicchi rotolano per terra, quando toglie l’abito bianco. Sorride, perché quei simboli di allegria l’accompagnano anche in quella stanza, dove gli sposi diverranno un unico corpo e un’unica anima. Appoggia il vestito bianco su un divanetto e termina di spogliarsi, dirigendosi in bagno per fare una doccia e prepararsi a ricevere suo marito.
Mentre sta godendo del getto dell’acqua calda che rigenera i suoi muscoli indolenziti, lenendo la stanchezza della giornata, sente il rumore di una porta sbattuta. Le provoca una certa apprensione, poi, scuotendo la testa, pensa che nell’albergo ci siano altre stanze occupate, non solo la sua. Non riesce a terminare questa considerazione che qualcuno spalanca la porta del bagno e una voce nervosa e impastata dall’alcool chiede con tono elevato:
«Dov’è la mia sposa? Dove sei Sara? Non farmi arrabbiare!»

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